La storia di un record mondiale - o la dichiarazione d’amore di uno scialpinista
Aaron Rice ha il volto abbronzato. Il contorno degli occhi è più chiaro, segno degli occhiali da sci. Sorride timidamente, un po’ stanco. Nel corso dell’anno passato l’americano è stato impegnato in moltissime escursioni. Per essere più precisi: Aaron Rice ha percorso oltre 2.5 Million di piedi verticali con gli sci. E ha battuto il record mondiale di sci alpinismo.
In un anno Aaron ha percorso 2.5 Million di piedi in salita sugli sci. Ciò corrisponde a 762.000 metri verticali o a salire per 216 volte dal campo base del Monte Everest fino alla vetta. In media più di 2.000 metri verticali al giorno. Così Aaron ha potuto battere il record stabilito sei anni fa dal canadese Greg Hill.
2.5 Million è la storia di uno scialpinista originario dello Utah, la cui passione per lo scialpinismo e per il backcountry gli ha permesso di spingersi oltre i propri limiti.
Oltre ai limiti
Osa è riuscito a motivarti ogni giorno - indipendentemente dalle condizioni - a uscire, a percorrere un metro dopo l’altro e a dare il massimo di te stesso?
La risposta migliore a cui riesco a pensare sul motivo per cui ho cercato questa sfida è probabilmente il mio amore per lo sci. Volevo semplicemente sciare il più possibile e le discese migliori si trovano soprattutto nel backcountry, lontano dal trambusto e dalle piste sovraffollate. E per puro caso ne è venuto fuori anche un record. A parte questo, nel corso di questo anno ho trovato tanti motivi migliori e decisamente più adatti per perseguire un obiettivo come questo.
Qual è stato il momento più memorabile e perché?
Penso che il momento più memorabile sia stato in verità un momento piuttosto lungo. Nelle ultime settimane dell’anno in Utah c’erano più di due metri e mezzo di neve - non si può trovare di meglio. Ogni giorno lo passavo nella powder leggerissima facendo gite di scialpinismo con degli ottimi amici.
Qual è stato il ruolo svolto dai tuoi amici ai fini del nuovo record?
Senza i miei straordinari amici con i quali ho passato molto tempo non sarei assolutamente stato in grado di battere il record. Il mese più duro è stato giugno, in Colorado, quando non c’era più nessuno disposto a fare scialpinismo. Ho passato molto tempo da solo con la neve in condizioni davvero pietose. Un punto di svolta è stata l’Argentina, a luglio, dove ho trovato delle persone sulla mia stessa lunghezza d’onda.
Quali sono le esperienze che hai fatto o le conclusioni che puoi trarre da questo anno?
La convinzione di dover investire più energia nei miei amici e nella mia famiglia. Sono tornato a vivere in Vermont, cerco di passare molto tempo con la mia famiglia e di prendermi cura delle mie amicizie. Ciò nonostante trovo naturalmente anche il tempo per andare tutti i giorni a sciare e per godere questo inverno fantastico.






